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Parto prematuro: la nascita pretermine e i vissuti delle neomamme

Un tempo, nascere prematuri significava andare incontro a notevoli disturbi e ritardi nello sviluppo. Inoltre, bambini nati con un peso molto esiguo avevano davvero poche possibilità di essere salvati. Oggi, invece, si assiste a una positiva rivoluzione in tal senso e la dimostrazione sono le storie colme di speranza e a lieto fine di moltissime mamme di neonati prematuri. Infatti, la scienza e la medicina si sono evolute garantendo ai bimbi nati pretermine, e persino ai neonati con un peso inferiore al chilogrammo, di poter crescere come tutti gli altri bambini e di poter tornare a casa con la mamma in un tempo minore rispetto al passato.

Il merito di tale evoluzione va alle continue scoperte in campo medico e alle innovative attrezzature di cui sono dotati i reparti maternità, ma non solo.

Rispetto a un tempo, sono mutate anche le modalità con cui i neogenitori possono assistere il bebé e instaurare con il piccolo un rapporto anche durante il ricovero ospedaliero. Infatti, recenti scoperte in campo medico-scientifico, hanno dimostrato quanto il contatto fisico (pelle a pelle) tra il neonato pretermine e i neogenitori sia benefico per il suo corretto sviluppo e per uscire dal periodo considerato a rischio.

Quasi tutti i bebé prematuri possono beneficiare della marsupioterapia. Nel caso in cui siano presenti condizioni più gravi, si può attendere la stabilizzazione dei parametri prima di poter iniziare questa dolcissima terapia. Il neonato prematuro, secondo i principi della marsupioterapia, va tenuto a contatto pelle a pelle con la mamma, ma anche con il papà e, in alcuni reparti, persino con i fratellini.

Il contatto con la mamma è quello che ha dato risultati sorprendenti proprio dal punto di vista medico, migliorando sensibilmente i parametri vitali del neonato. Il bimbo, in questo caso, è posto verticalmente sul seno materno e protetto dai vestiti e dal lenzuolo secondo modalità che vengono spiegate alla mamma nel reparto neonatale. In questo modo, viene ricreato un ambiente del tutto simile a quello presente nell'utero materno con la possibilità per il bebé di ascoltare il dolce battito del cuore della mamma. Questa posizione si chiama "del canguro"ed è molto sicura per il neonato, che può essere così allattato al seno (con tutti benefici derivanti dalla nutrizione materna) ma anche assistito prontamente qualora ve ne fosse la necessità.

Infine, il vissuto delle neomamme dei neonati pretermine conferma tutti i benefici di questa pratica e di questa vicinanza non soltanto per il bebé. Diventare mamma di un bimbo prematuro significa, infatti, sommare alle fisiologiche ansie e paure del post-parto anche tutte le difficoltà connesse alla nascita pretermine. Avere la possibilità di stare vicino al proprio bambino, di allattarlo e di instaurare un rapporto che gli faccia bene, è rassicurante per la neomamma e la fa sentire utile, necessaria.

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